Dalmazia settentrionale: Regno di muretti a secco

Dalmazia settentrionale: Regno di muretti a secco

Il sudore di generazioni è diventato vino pregiato

Uno dei paesaggi più belli che incontrerete navigando per l’Adriatico è senz’altro quell’intrico di muretti a secco che delimita le vigne piantate a babić nei pressi di Primošten (Capocesto), immagine che ha fatto il giro del mondo a testimonianza di quanto sudore sia stato versato da generazioni e generazioni di vignaioli per produrre i pregiatissimi vini di questo lembo di Croazia. Piacere visivo a parte, ormeggiando nei porti sicuri o nelle calette di questo frastagliatissimo paradiso per diportisti, farete cosa gradita anche alle vostre papille gustative grazie alla ricca offerta enologica dell’area di Primošten, perché l’uva dei vitigni locali babić e debit, crescendo sui declivi di questo terroir baciato dal sole, ha un aroma tutto particolare.

 

Le rotte che partono da Primošten puntano solitamente a nord, e per raggiungere Skradin (Scardona), una delle gemme più fulgide dell’Adriatico, è necessario penetrare a fondo nella costa, navigando lungo il Canale di s. Antonio e costeggiando l’affascinante città di Šibenik. Ma, credeteci sulla parola, ogni miglio che percorrerete per penetrare nella terraferma non sarà tempo sprecato, perché il fascino di Skradin riposa anche nella sua particolarità enogastronomica.

Restoran Visovac Skradin / TZ Skradin

Anche il famoso e mai abbastanza compianto Antony Bourdain è restato a bocca aperta davanti a questi luoghi storici, svelando a tutto il mondo i suoi segreti culinari custoditi da secoli. Uno di essi è il risotto di Skradin (skradinski rižoto), maratona gastronomica per intenditori la cui ricetta prevede un tempo di cottura infinito che va interamente vissuto per poter essere raccontato.

Il miglior modo per vivere questo straordinario piatto della tradizione è accompagnarlo con un vino locale, suggerimento che anche il famoso chef e “racconta - viaggi” statunitense ha accolto con entusiasmo, consapevole del fatto che quell’eccellente vino che, sfiorando la perfezione, si produce con tanto amore nei vigneti e nelle cantine dei dintorni è il miglior compagno di viaggio quando si è impegnati in una maratona gastronomica che include anche i famosissimi formaggi ed il prosciutto crudo locale.

 

Sebbene da queste parti si coltivino anche alcuni vitigni tradizionali come la plavina e la lasina, resta il fatto che esso sia assurto a regno del rosso babić e del bianco debit, un tempo vitigni non tanto diffusi, mentre oggi sono ottime basi per sperimentare e creare.

Ivo Biočina

Come la macerazione e l’invecchiamento del vino in botti di rovere, le cui “conseguenze” sono state accolte con gioia da tanti ristoranti di tutto il mondo che annoverano questi nettari locali nelle loro carte dei vini.

Ivo Biočina

Non abbiate fretta di salpare da Skradin, perché nelle sue vicinanze potrete imbattervi in alcune testimonianze archeologiche del suo passato enologico. Noi vi consigliamo di combinare la visita a Skradin con una gita di un giorno al Parco nazionale Krka (del fiume Cherca) e alle sue imponenti cascate, nascoste in questo gioiello della natura.

Di ritorno dal parco vedrete dal mare che i vecchi vigneti, piantati con nuove piante, vivono un periodo di grande splendore nel labirinto a perdita d’occhio di muretti a secco in quel di Srima.

 

Rivolgendo la prua verso nord, raggiungerete l’area della città di Zadar (Zara), priva di vitigni autoctoni ma, in compenso, capace di una produzione vinicola di straordinaria qualità anche grazie ai nuovi vigneti e alle ottime cantine di cui l’entroterra zaratino è pieno. Vi consigliamo, quindi, di scegliere i ristoranti della regione e di ordinare solo vini della zona di Zara, fatti con l’uva dei migliori vitigni croati, la cui qualità è testimoniata anche dal fatto che alcuni vini di questa regione oggi sono esportati anche negli altri continenti.