La giostra dell’Alka, il torneo cavalleresco di Sinj

La giostra dell’Alka, il torneo cavalleresco di Sinj

In ricordo dell’eroica resistenza prestata da qualche centinaio di soldati che componevano la guarnigione a difesa della città di Sinj (Signo) contro gli assalti di circa sessantamila soldati turchi, avvenimento storico avvenuto nel lotano 1715, ogni anno in questa ridente cittadina dell’entroterra dalmata all’inizio di agosto si tiene una giostra cavalleresca nota dappertutto come Alka di Sinj. Al tempo dell’Alka, tutta la regione confinaria bagnata dal fiume Cetina (Zetina o Cettina) sembra ritornare a quell’epoca mitica e gloriosa. Fin dal primo mattino, la banda musicale cittadina va in giro ad annunciare l’imminente giostra equestre; la città è agghindata a festa e in ogni casa si prepara il pranzo delle grandi occasioni, mentre nei cortili delle case dei cavalieri (alkari) tutto il giorno ci si affanna affinché il beniamino di casa non sfiguri davanti al popolo festante.

 

In sella al proprio cavallo, il suo compito sarà quello di percorrere al galoppo i sessanta metri della pista bardato come un vero cavaliere e di centrare con la lancia di cui è dotato un piccolo anello di metallo - la c.d. alka - appesa ad un filo. Chi riesce a centrare l’alka in pieno centro (u sridu si dice da queste parti), dedicherà il proprio gesto all’impresa eroica dei difensori di Sinj, che oltre tre secoli addietro salvarono la cittadina e i suoi abitanti dalla sopraffazione. Ecco spiegato perché ogni volta che l’alkar (il cavaliere) riesce a centrare l’alka, viene sparata una salva dalla fortezza di Sinj, mentre la banda cittadina accompagna il giubilo della folla festante. Il nome del cavaliere che a fine gara totalizzerà il punteggio più alto (considerato che ciascun anello è suddiviso in tre campi che danno punteggi differenti) resterà iscritto a lettere d’oro nel lungo elenco dei vincitori dell’Alka. Vincere l’Alka è probabilmente l’onore più grande che possa capitarvi da queste parti.

E mentre i cavalieri-alkari, in sella ai loro destrieri, si pavoneggiano in magnifiche uniformi di grande effetto, preceduti dal loro comandante, gli scudieri, vestiti con costumi d’epoca e armati con armi medievali come pistole e mazze ferrate, completano il quadro accentuando l’autenticità della ricostruzione storica. Grazie allo Statuto del 1833 che definisce rigidamente non solo le regole della tenzone, ma anche le regole che riguardano l’abbigliamento ed il comportamento degli alkari e del loro seguito, l’Alka di Sinj è una delle più autentiche manifestazioni del genere di tutta la Dalmazia e vero e proprio manifesto dell’orgoglio della comunità locale.

 

Il ricco influsso delle culture europea e orientale è visibile, in particolare, nelle sfarzosissime uniformi degli alkari, mentre lo spirito competitivo tra le singole famiglie di Sinj, su chi abbia il miglior cavaliere o l’uniforme più sfarzosa, anima la cittadina da generazioni. È proprio a causa di questo rapporto che lega all’Alka l’intera comunità di Sinj e l’intera regione confinaria della Cettina che si manifesta il valore di questo bene del patrimonio della cultura immateriale; perché se è vero che l’Alka si corre un solo giorno, è anche vero che si vive tutto l’anno, e che l’amore verso questa tradizione si tramanda di generazione in generazione.