Omiš: il covo dei pirati che faceva paura anche alla potentissima Repubblica di Venezia

Omiš: il covo dei pirati che faceva paura anche alla potentissima Repubblica di Venezia

Il turchese del mare, la magia della Cetina ed i temibili corsari

Basta pochissimo per innamorarsi della bellezza di Omiš (Almissa), irresistibile sia per chi la raggiunge via mare, sia per chi vi arriva da terra. Questa cittadina della Dalmazia centrale pare affetta da un disturbo tripolare, rappresentato dal turchese del mare Adriatico, dalla magia della foce del fiume Cetina e dalla possanza dei picchi rocciosi delle Alpi Dinariche. Tutta la ricchezza del suo passato, che va dagli Illiri e prosegue, passando per i Greci ed i Romani, fino al dominio della Serenissima, cui successero prima gli Asburgo e, poi, i francesi di Napoleone Bonaparte, si nasconde tra le sue case di pietra e le sue viuzze selciate.

 

Nelle vene della gente di Omiš, però, scorre il sangue degli spietati pirati che governarono questo tratto dell’Adriatico diventando l’incubo di ogni marinaio.

Ivan Galić

Sfruttando tutti i vantaggi della loro eccezionale posizione ed alcuni eccellenti punti d’osservazione come le fortezze di Mirabela e Fortica, i pirati d’Omiš, al servizio dei Kačić, signori d’Omiš (i cui membri di maggiore spicco furono Malduk, Toljen, Pribislav e Osor), erano soliti prendere di mira tutto ciò che osava navigare nel tratto di mare antistante alla città.

Grandi galeoni papali, mercantili provenienti da Dubrovnik (Ragusa) e da Kotor (Càttaro), la flotta della potentissima Repubblica di Venezia… Chiunque passasse da lì, insomma, o pagava il dazio per poter navigare in libertà, oppure si esponeva al rischio di dover combattere con gli agguerriti pirati locali i quali, nel loro ambiente naturale, erano praticamente invincibili.

 

I pirati d’Omiš riuscirono a resistere alle pressioni esterne delle grandi potenze dell’epoca per ben tre secoli grazie alle loro piccole e velocissime navi a remi chiamate “le frecce d’Omiš”. Grazie al fondo piatto ed al ridottissimo pescaggio, esse consentivano ai pirati di ripiegare tra i bracci della foce della Cetina, superando così uno sbarramento subacqueo artificiale, la c.d. Mostina, che per le navi di maggior pescaggio rappresentava un ostacolo insormontabile. Alla fine Venezia, nel 1444, dopo ben 24 anni di tentativi, riuscì a piegare la resistenza di questi pirati tanto ostinati quanto astuti.

 

Oggi Omiš, da vecchio covo dei pirati, è diventato un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport estremi e delle vacanze attive. Arrampicata libera, zipline, immersioni subacquee, tavola a vela, raftingkayaking, escursionismo, parapendio… tutte attività estreme oggi praticabili là dove un tempo regnavano i terribili pirati d’Omiš.

 

Curiosità

Ogni anno il 18 agosto nel porto della cittadina di Omiš (Almissa) viene messa in scena la ricostruzione di una battaglia navale che ha come protagonisti i pirati locali e che viene vista ogni anno da oltre 10.000 spettatori.

 

L’età della fortezza Mirabela è stata stabilità con precisione grazie ad un’antica monetina bizantina che, molto probabilmente, era stata lasciata cadere tra le sue fondamenta da un ignoto pirata d’Almissa.